L’omofobia non è tutelata dal diritto di “libertà espressione”…
Sentenza storica per i diritti LGBT in Europa. Il Tribunale Europeo per i Diritti Umani, ha finalmente sentenziato che “condannare l’omofobia” non viola la libertà d’espressione.
I querelanti Tor Fredrik Vejdeland, Harlin Mattias, Björn Tang e Niklas Lundström sono tutti cittadini svedesi. Nel dicembre del 2004 si recarono in una scuola secondaria distribuendo un centinaio di depliant di un’organizzazione chiamata “Gioventù Nazionale”, dove si affermava che l’omosessualità era una tendenza sessuale anormale, con un effetto moralmente distruttivo nella società, responsabile della trasmissione dell’HIV e dell’AIDS e responsabile anche della diffusione della pederastia. Nel luglio del 2006 il Tribunale Supremo svedese li condannò con l’accusa di fomentare l’odio contro una minoranza, con multe fra i 200 e i 2.000 euro.
I querelanti, incoraggiati dai propri avvocati, sostennero che la sentenza ledeva il loro diritto alla “libertà d’espressione”, argomentando che l’obbiettivo della loro azione era iniziare un dibattito circa la mancanza di obiettività nel sistema educativo svedese. Per questo reclamarono la sentenza di fronte al Tribunale Europeo dei Diritti Umani, a Strasburgo, che ora si è finalmente espresso contro di loro. Il tribunale ha infatti considerato giusta la sentenza emanata dalle autorità svedesi, in quanto una società democratica ha il dovere di proteggere la reputazione e il diritto di tutte le persone.
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