L’ala progressista del clero anglicano rivendica il diritto di unire in matrimonio le coppie gay
La Chiesa Anglicana rischia ormai una vera e propria ribellione del clero, dopo il divieto di celebrare matrimoni omosessuali nelle sue chiese. Un centinaio di sacerdoti della diocesi di Londra, una delle più conservatrici d’Inghilterra, hanno infatti firmato una petizione nella quale richiedono il diritto di celebrare riti matrimoniali sia per le coppie omosessuali che per le coppie divorziate.
Il governo inglese ha infatti autorizzato la celebrazione delle unioni civili per gli omosessuali anche nelle chiese e in altri edifici religiosi in Inghilterra e Galles; nessun gruppo religioso tuttavia è obbligato ad ospitare le cerimonie. Contrariamente, la Chiesa Anglicana aveva già reso noto di non avere nessuna intenzione di concedere la propria benedizione a delle unioni sancite esclusivamente con rito civile, senza che prima vi fosse una decisione in merito del proprio Sinodo Generale.
Contraria anche la Chiesa cattolica e presumibilmente, anche sinagoghe e moschee rimarranno escluse, dal momento che entrambe le religioni condannano l’omosessualità. In passato alcune denominazioni protestanti così come alcuni esponenti dell’ebraismo progressista, avevano espresso interesse nel partecipare all’iniziativa.
Il Sinodo anglicano, che si riunirà la settimana prossima, dovrà fare i conti con un’ala conservatrice molto potente, contraria ad ogni ulteriore apertura in materia, soprattutto dopo le polemiche scaturite all’ordinazione delle prime donne vescovo.
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