Sconvolgenti rivelazioni sarebbero emerse dagli stati Uniti negli ultimi giorni. A New York city la Polizia incatenerebbe i trans a recinzioni e pali durante la loro custodia.

Lo ha confermato una transessuale, dopo esser stata fermata per un reato minore in metropolitana. I poliziotti del dipartimento di New York l’avrebbero prima insultata, poi chiesto le generalità, informazioni riguardo il ses*o e tenuta infine ammanettata a una recinzione per 28 ore. Per questo, ha deciso di fare causa agli agenti. Temmie Breslauer è stata arrestata lo scorso 12 gennaio per aver usato l’abbonamento del padre. Uno degli agenti ha quindi chiesto al transessuale se avesse un pene o una vagina, mentre un altro si sarebbe messo a ridere nel sentire il suo nome.

Subito dopo sarebbero arrivate domande della serie:

“Ma quindi ti piace succhiare il pene?”.

Tutti gli altri “irregolari” scovati in metropolitana, ricevevano invece la solita ramanzina per poi esser subito mandati via.

Una volta finito il trattamento, Temmie, è stata accompagnata dal giudice, che le ha imposto due giorni di servizi sociali.

La cosa peggiore è che dopo tutto questo Temmie, ha sofferto di insonnia e di tentazioni suicide.

Gli agenti impegnati nell’operazione, dopo la denuncia della ragazza, sono stati accusati di aver violato i diritti della transessuale. Questo caso non è isolato, ma si va a sommare a tutti gli altri che hanno visto come protagonisti da un lato la polizia della Grande Mela, e dall’altro le trans.

Lo scorso ottobre venne arrestato Justin Adkins, direttore del centro multiculturale al Williams College durante una manifestazione organizzata da “Occupy Wall Street”. Adkins, nella sua testimonianza, ha subìto lo stesso trattamento riservato a Temmie. Quando si son resi conto di avere a che fare con un trans, l’hanno ammanettato vicino a un water sporco. La sua reclusione è durata solo otto ore, e gli è costata un braccio indolenzito come souvenir. Gli agenti protagonisti dell’arresto sono stati messi sotto inchiesta per maltrattamenti, ma da parte loro o della Polizia non è arrivata la minima scusa per quanto successo. Già nel 2009 un gruppo di transessuali aveva chiesto alla Polizia newyorkese di migliorare il modo di approcciarsi con loro, compilando una lista.

Sharon Stapel, direttore esecutivo del progetto anti-violenza della città di New York, ha dichiarato che la sua organizzazione era completamente all’oscuro che il dipartimento di Polizia di New York avesse questo tipo di problemi con la comunità transessuale. Il NYPD dovrebbe quindi lavorare per evitare in futuro questo tipo di comportamenti. Dru Levasseur, avvocato specializzato nei diritti dei transgender, ha informato la stampa che un gruppo di colleghi sta cercando di convincere la polizia a trattare diversamente i trans, evitando ad esempio di controllare “come sono messe con i genitali”.

“Al di là di tutto sarebbe importante che la polizia tratti i trans come persone..”

ha dichiarato durante un’intervista.