La rettifica di Luca Ward: “Panorama ha stravolto il senso, non sono omofobo”

Si sa come succede in questi casi: si viene intervistati, si ricevono domande anche un po’ delicate e si risponde a modo proprio. C’è chi lo fa in buona fede e chi meno, chi impostandosi e controllando i termini e chi di getto. Questa volta è finita nel modo migliore, ovvero in buona fede, senza omofobia ma con una manciata di manipolazione giornalistica.
Il doppiatore Luca Ward, famoso per essere la voce italiana di Russell Crowe, era rimbalzato da qualche settimana sulle cronache LGBT per il suo “essere troppo etero per doppiare personaggi gay” al settimanale Panorama. Ma ora sappiamo da lui stesso che il maggior stupore alla lettura dell’articolo è stato proprio il suo e che la frase incriminata è stata frutto di fantasia di redazione.
A cogliere queste dichiarazioni il blog vogliosposaretizianoferro.it che ha chiesto e prontamente ottenuto un’intervista con Luca. Il testo completo lo trovate al link in fondo all’articolo, ma qui riportiamo la parte che narra lo spiacevole accaduto:
“Fatemi doppiare chiunque, ma non un gay” è un titolo che ha ghiacciato tutti, ma ha ghiacciato me per primo. Quando ho aperto il giornale ho detto (affranto): ma cosa hanno fatto? Non è questo quello che io intendevo. Io ho raccontato del lavoro su Amici complici amanti, un film dell’88, mi pare. Al doppiaggio eravamo attori sia etero sia gay, e ci siamo divertiti tutti quanti insieme. Io facevo Ed, quello che sembrava un po’ un cowboy, bello biondo fico. All’inizio non accetta la sua omosessualità, si sposa con una donna, ma alla fine torna dal suo amato. E dissi: “Quando il mio personaggio parla lo faccio io, però quando c’è una scena di ses*o la fa il direttore di doppiaggio, perché lui è il responsabile”. Ma era un gioco, in un contesto scherzoso. Scherzi da leggio, li chiamiamo. Da lì a dire “Sono troppo etero per doppiare un gay” ce ne passa!
Quel film lo abbiamo fatto fra l’altro in un clima, mi ricordo, molto bello. Alcuni colleghi di quel periodo non ci sono più, ed erano gay, come Roberto Del Giudice [storico doppiatore di Lupin III, n.d.A.] Sergio Di Stefano [che è stato la voce tra l’altro del Dr. House, n.d.A.]… Si respirava un’aria di contentezza, perché il cinema finalmente affrontava questo tema in un bel film, molto delicato, fatto a regola d’arte per quanto mi riguarda, ma anche secondo i miei colleghi omosessuali.
Luca Ward ci tiene a dire che la rettifica è stata richiesta anche a Panorama e che dovrebbe essere in arrivo, ma i tempi del settimanale sono evidentemente più lunghi. Ci aspettiamo avvenga presto, magari già dal prossimo numero. Ancor più interessante è però il suo punto di vista sulla “questione LGBT”, mostrandosi favorevolissimo sia alle unioni civili che alle adozioni per i gay e riconoscendo nel Vaticano l’unico ostacolo italiano al raggiungimento di tali traguardi.
Insomma, di scivoloni e conseguenti rettifiche ne vediamo tanti e tante, e lo scetticismo è sempre d’obbligo. Questa volta l’immagine del personaggio in questione è salva, e ne siamo felicissimi. Ci auguriamo anche che sparisca presto dalla mente delle persone sbagliate la frase pesante di turno, volutamente azzardata e purtroppo d’impatto, che solitamente è solo responsabile di quell’omofobia generalizzata nelle menti dell’italiano medio.
Qui il link all’intervista integrale
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