Si sposano in Spagna, coppia gay non ottiene il ricongiungimento in Italia
I primi nodi dell’arretratezza legislativa italiana sulla tutela delle coppie dello stesso ses*o stanno venendo al pettine e nessuno dalle parti di Roma sembra volerci porre rimedio. E’ notizia di queste ore il blocco della domanda di ricongiungimento famigliare di un reggiano e un uruguayano, sposatasi nel marzo 2010 a Palma De Majorca. Il 42enne italiano era emigrato in Spagna per lavoro e quest’anno, complice la crisi, ha deciso di tornare in patria con il marito trentenne.
Ma ad ostacolare il progetto dei partner gay ci ha pensato la Legge: al sudamericano serve il permesso di soggiorno, negato dalla Questura perché, mentre in terra iberica i matrimoni omosex sono una realtà da più di cinque anni, in Italia non sono consentiti. I due, quindi, non risultano sposati per lo stato italiano e senza ricongiungimento famigliare l’ottenimento del pezzo di carta per il cittadino straniero è pressoché impossibile.
Il reggiano ha presentato ricorso presso il tribunale civile della città emiliana che, ascoltate le parti, si pronuncerà entro trenta giorni. Gli avvocati della coppia hanno spiegato che i loro clienti non pretendono il riconoscimento del loro matrimonio, ma la tutela di un’unione prevista e approvata dalla legislazione di un altro paese dell’Unione Europea.
Il pomo della discordia è tutto in mano al giudice reggiano, che potrebbe decidere di ritenere illegittima l’istanza dei partner omosessuali o trasferire il tutto alla Corte Costituzionale.
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